MOSTRE A PALAZZO BRASCHI di Mirta Santarelli

Martin Parr Rome, Italy, 2005 © Martin Parr / Magnum Photos
Martin Parr Rome, Italy, 2005 © Martin Parr / Magnum Photos

A Palazzo Braschi a Piazza Navona, ci sono due mostre fotografiche molto interessanti:
“Fotografi a Roma” (2003 -2017) e ” Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’800 a oggi”.
La prima mostra “fotografi a Roma” :
Espone, l’acquisizione recente all’archivio fotografico del Museo di Roma, una collezione di 100 opere del progetto “Commissione Roma” ideato e curato da Marco Delogu e sviluppatosi all’interno del festival fotografico internazionale di Roma. La commissione Roma per 15 anni ha affidato ad alcuni dei fotografi piu’ grandi del panorama internazionale, di raccontare Roma, in tutte le sue sfaccettature e dando ai fotografi libertà interpretativa.
Gli artisti in mostra sono: Josef Koudelka, Olivo Barbieri, Anders Petersen, Martin Parr, Graciela Iturbide, Gabriele Basilico, Guy Tillim, Tod Papageorge, Alec Soth, Paolo Ventura, Tim Davis, Marco Delogu, Paolo Pellegrin, Hans-Christian Schink, Roger Ballen, Jon Rafman, Simon Roberts, Léonie Hampton, ad essi si aggiungiungono Martin Brogren e Rodolfo Fiorenza.
Mostra molto interessante che espone una Roma completamente fuori dalle normali visioni fotografiche. Dai quartieri periferici, alle foto di vita quotidiana, dove spesso Roma non è immediatamente riconoscibile e permettendo a chi le guarda a soffermarsi a lungo ad osservarle, per capire in che parte di Roma sono state scattate e cosa il fotografo stava comunicando con esse.

La seconda mostra : “Roma Camera Oscura. Fotografie della città dall’800 a oggi”
Sono esposte circa 320 fotografie conservate nell’archivio del museo che vuole celebrare i 180 anni della nascita della fotografia, coprendo tutto l’arco temporale dal 1839 ad oggi.
La mostra dà vari livelli di lettura: dall’evoluzione delle tecniche fotografiche, dalla a dagherrotipia, alla stampa su carta salata, che porterà alla maggior diffusione della fotografia ad un pubblico sempre piu’ ampio e alla nascita degli anni 40 della scuola dei Pittori-fotografi che porterà ad una evoluzione nelle scelte di luce e di studio dei luoghi ritratti, e ad una visione sempre piu’ indipendente della fotografia dalla pittura.
Un’altra chiave di lettura della mostra è Roma, nella sua evoluzione urbana, e la fotografia come mezzo di documentazione storica di luoghi ed eventi, come il monumento vittorio Emanuele II in costruzione, e la sua inaugurazione, oppure la vista di quartieri periferici di Roma oggi cambiati con nuove costruzioni, o archeologiche come le foto commissionate da John Henry Parker archeologo inglese, che commissionò ai fotografi professionisti romani, di documentare la Roma antica e monumentale, riunendo 3300 foto, che vennero utilizzate dall’archeologo per i suoi 13 volumi sull’archeologia romana editi tra il 1874 al 1883 sancendo la validità del mezzo fotografico come sostegno vitale al lavoro dello studioso, e sebentrando ai vecchi mezzi di rappresentazione.
Di queste foto, 800 sono conservate all’archivio fotografico del museo di Roma.
E da ultimo sono esposte foto di ritratto, e l’evoluzione che anche essa ha avuto nel tempo, dal semplice ritratto in posa a foto piu’ intime che descrivono la società del tempo.
Entrambe le mostre si compenetrano e si completano, vanno viste entrambe e per chi ama la fotografia può essere formativa e dare un quadro completo dell’evoluzione del mezzo fotografico come lo vediamo oggi.

Gianni Berengo Gardin (1930) Sposi nel cortile di palazzo dei Conservatori, 1986 stampa ai sali d’argento su carta baritata, AFM 2318
Gianni Berengo Gardin (1930) Sposi nel cortile di palazzo dei Conservatori, 1986 stampa ai sali d’argento su carta baritata, AFM 2318

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